HOME

CHI SIAMO

IL PROGETTO MIRA

CONTATTI

  ACCOGLIENZA CASA SANITA' ISTRUZIONE DISCRIMINAZIONE SPORTELLO
LAVORO


Quali servizi

CENTRI PER L'IMPIEGO

INPS

INAIL

PATRONATI

CANTRI TERRITORIALI PERMANENTI

SINDACATI

INDENNITA' PER MALATTIA

ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE

INDENNITA' PER MATERNITA'

INDENNITA' PER CONGEDO PARENTALE

PERMESSI

DISOCCUPAZIONE

CASSA INTEGRAZIONE

Quello che c'è da sapere


Centri per l'impiego

cosa sono
I Centri per l’impiego sono strutture che: favoriscono l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro promuovono l’occupazione e lo sviluppo delle risorse umane incentivano la formazione e la qualificazione

per chi
Ai Centri per l’impiego possono rivolgersi gratuitamente: le persone in cerca di lavoro, o che scelgono di intraprendere un percorso professionale i datori di lavoro, per trovare la persona adatta alle proprie esigenze

chi puo' iscriversi
Ai Centri per l’impiego possono rivolgersi gratuitamente: le persone in cerca di lavoro, o che scelgono di intraprendere un percorso professionale i datori di lavoro, per trovare la persona adatta alle proprie esigenze Chi si può iscrivere ai Centri per l’impiego Ai Centri per l’impiego possono iscriversi tutte le persone occupate, inoccupate e disoccupate che abbiano compiuto i 15 anni di età e che abbiano assolto l’obbligo scolastico. Gli stranieri devono essere in possesso del permesso di soggiorno per lavoro. È possibile l’iscrizione anche per coloro i quali sono in attesa di rinnovo.

come ci si iscrive
Per iscriversi, bisogna recarsi presso i centri per l’impiego del luogo di domicilio, con i seguenti documenti: permesso di soggiorno o ricevuta della richiesta di rinnovo rilasciata dalla Questura competente per territorio documento di riconoscimento (carta d’identità, passaporto) codice fiscale Presso il Centro verrà fornito un modulo di iscrizione da compilare al momento.
ai Centri per l’impiego Ai Centri per l’impiego possono iscriversi tutte le persone occupate, inoccupate e disoccupate che abbiano compiuto i 15 anni di età e che abbiano assolto l’obbligo scolastico. Gli stranieri devono essere in possesso del pe uno dei Centri per l’impiego del luogo di domicilio, con i seguenti documenti: permesso di soggiorno o ricevuta della richiesta di rinnovo rilasciata dalla Questura competente per territorio documento di riconoscimento (carta d’identità, passaporto) codice fiscale Presso il Centro verrà fornito un modulo di iscrizione da compilare al momento.

quando
ci si può recare ai Centri per l’Impiego? I Centri per l’impiego sono aperti di solito, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 12 e il martedì e il giovedì anche dalle ore 15 alle ore 17.

I.N.P.S (Istituto Nazionale Previdenza Sociale)

cosa E'
L'INPS è il più grande ente previdenziale italiano che assiste quasi tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, alcuni del settore pubblico e la maggior parte dei lavoratori autonomi.
Il suo compito principale è quello di svolgere delle attività per proteggere il lavoratore da tutti gli eventi che possono intaccare il reddito individuale e familiare.

le attivita' principali
L’INPS si occupa della liquidazione e del pagamento di:
pensione di vecchiaia
pensione di anzianità
pensione ai superstiti
assegno di invalidità
pensione di inabilità
pensione in convenzione internazionale per il lavoro svolto all'estero
pensione per il lavoro svolto dagli stranieri in Italia
assegno sociale invalidità civili
prestazioni a sostegno del reddito (disoccupazione, malattia, maternità, cassa integrazione)
assegno per il nucleo familiare assegni di sostegno per la maternità e per i nuclei familiari concessi dai Comuni. 

L'INPS assicura tutte queste prestazioni tramite il prelievo dei contributi.
Questi sono somme di denaro che, nel caso del lavoro dipendente, il datore di lavoro detrae ogni mese dalla busta paga per poi versarle all’INPS.
Il lavoratore può versare dei contributi volontari ad integrazione di quelli versati obbligatoriamente. Il versamento dei contributi è obbligatorio per: i lavoratori dipendenti gli artigiani i commercianti i lavoratori autonomi agricoli i lavoratori parasubordinati

I.N.A.I.L. (Ist. Naz. per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro)

cosa E'
L’INAIL è l’ente che assicura i lavoratori contro gli infortuni e le malattie che possono verificarsi sul luogo di lavoro. All’Inail devono essere iscritti obbligatoriamente: i lavoratori dipendenti i lavoratori parasubordinati gli artigiani i lavoratori autonomi dell’agricoltura Il lavoratore dipendente che si infortuna sul lavoro o contrae una malattia professionale, ha diritto ad usufruire delle prestazioni INAIL (prestazioni economiche, interventi sanitari, di prevenzione e riabilitazione), anche se il datore di lavoro non lo ha assicurato. Il lavoratore straniero che presta la propria attività in imprese operanti in Italia, riceve le prestazioni INAIL indipendentemente dal paese di provenienza.

quando e come iscriversi
Quando un datore di lavoro assume un lavoratore, deve darne comunicazione all’INAIL immediatamente. Nel caso di lavoro dipendente, il costo dell'assicurazione, chiamato “premio”, è a carico del datore di lavoro. Per il lavoro autonomo, è lo stesso lavoratore che deve denunciare l’inizio dell’attività lavorativa.

Patronati

cosa sono
I Patronati sono enti che rappresentano, tutelano ed assistono gratuitamente i lavoratori, per aiutarli ad ottenere tutte le prestazioni previdenziali ed assistenziali a cui hanno diritto.

Perché rivolgersi ai Patronati I Patronati svolgono attività di consulenza e orientamento, aiutando i lavoratori ad ottenere:
gli assegni familiari l’assistenza sanitaria l’indennità di maternità per le lavoratrici autonome, commercianti, artigiane la pensione di vecchiaia la pensione di anzianità la pensione di inabilità l’assegno di invalidità l’invalidità civile tutte le altre prestazioni sociali

Centri territoriali permanenti

cosa sono
I Ctp sono servizi collocati presso una scuola che promuovono, organizzano e realizzano attività di istruzione e di formazione rivolte agli adulti. L’offerta formativa è costituita da percorsi aperti e flessibili, centrati sui bisogni di formazione e sulle condizioni di partecipazione degli iscritti, miranti a favorire l’ingresso in formazione di soggetti adulti di ogni età e di ogni fascia sociale. Si caratterizza per la modularità dei percorsi e per la flessibilità dei moduli che lo compongono, ognuno dei quali viene riconosciuto anche quale credito formativo ai fini della riduzione del percorso scolastico o del percorso di professionalizzazione. Le attività dei Ctp consistono in corsi per conseguire un titolo di studio, come la licenza elementare o la licenza media, oppure in corsi di informatica, di lingue straniere, di lingua italiana per stranieri, ecc., al termine dei quali viene rilasciato un attestato di frequenza.

chi puo' rivolgersi ai ctp
Ai Ctp può rivolgersi: chi è interessato a conseguire la licenza elementare e/o la licenza media chi, dopo aver assolto all’obbligo scolastico, vuole proseguire gli studi per avvicinarsi alla scuola superiore o alla formazione professionale chi è interessato a soddisfare i propri interessi culturali o professionali chi desidera avvicinarsi o rientrare nel mercato del lavoro attraverso un’esperienza di formazione e tirocinio lavorativo chi desidera approfondire la conoscenza della lingua italiana o delle lingue straniere.

quando ci si puo' iscrivere ai corsi dei ctp
Nella maggior parte dei Ctp le iscrizioni ai corsi brevi sono aperte tutto l'anno. Le iscrizioni ai corsi che hanno durata annuale (obbligo scolastico) si chiudono entro il mese di maggio di ogni anno. Presso le sedi è possibile effettuare un colloquio di orientamento, dopo il quale si può essere inseriti in una classe. Le segreterie dei Ctp ricevono dal lunedì al venerdì nelle ore pomeridiane, solitamente dalle 15,00 alle 18,00.

Sindacati

cosa sono
I sindacati tutelano i diritti dei lavoratori. In particolare, i sindacati: stipulano i contratti di lavoro informano e accompagnano i lavoratori verso l’ottenimento delle prestazioni sociali si occupano dei contratti di lavoro che non vengono rispettati, del controllo della busta paga o dei versamenti contributivi si occupano dell’ottenimento degli assegni familiari, del risarcimento dei danni connessi al lavoro, dei permessi per la maternità e la paternità, dell’ottenimento delle indennità orientano alla ricerca del lavoro e alla formazione professionale

come sono organizzati
I sindacati operano attraverso le proprie “organizzazioni di categoria”, che si occupano di determinati settori economici (agricoltura, industria, servizi, commercio, ecc.). Presso i sindacati si trovano uffici specifici, che si occupano della difesa dei diritti degli stranieri. Dove si trovano Le sedi dei sindacati sono sparse su tutto il territorio nazionale e ricevono dal lunedì al venerdì, di solito dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 18.00.

L'indennità per malattia

cosa e'
Se il lavoratore dipendente si ammala, al posto della retribuzione, gli viene pagata un’indennità di malattia. L’indennità spetta per un periodo massimo di 180 giorni. I primi tre giorni sono a carico del datore di lavoro, mentre dal quarto in poi è l'Inps che provvede al pagamento.

la domanda
Il lavoratore deve trasmettere agli uffici Inps di zona il certificato redatto dal medico di famiglia ed inviare la seconda parte (l’attestato senza diagnosi) al datore di lavoro. Il certificato va inviato sia all’Inps sia al datore di lavoro entro 2 giorni dalla data di compilazione. Nel caso di ritardata trasmissione l’indennità viene decurtata per tanti giorni quanti sono quelli del ritardo.  

Se la malattia supera i tre giorni, dal quarto giorno il lavoratore deve farsi compilare un altro certificato (attestato di malattia). L’INPS può effettuare controlli tramite i medici iscritti alle liste dell'Inps o delle Asl, che si recheranno presso il domicilio del lavoratore ammalato dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19, comprese le domeniche ed i giorni festivi. In caso di assenza ingiustificata, è prevista la perdita dell'indennità di malattia. L'assenza può essere giustificata solo dalla necessità di effettuare accertamenti sanitari, visite mediche urgenti o per cause di forza maggiore.

Assegno per il nucleo familiare

cosa e'
E' un’ aiuto economico che viene dato alle famiglie il cui reddito è inferiore a determinati limiti, stabiliti ogni anno dalla legge. A chi spetta A tutti i lavoratori dipendenti, ai disoccupati, ai lavoratori in mobilità, ai cassintegrati, ai soci di cooperative, ai pensionati e ai lavoratori parasubordinati. Dal 1° gennaio 1998 spetta anche ai lavoratori parasubordinati, a coloro cioè che sono iscritti alla gestione separata (legge335/1995). Sono esclusi i lavoratori autonomi dell’agricoltura e i pensionati ex lavoratori autonomi, ai quali invece spetta il vecchio “assegno familiare”.

L’assegno spetta per i seguenti componenti del nucleo familiare: il richiedente dell'assegno; il coniuge non legalmente separato, i figli (legittimi, legittimati, adottivi, affiliati, naturali, legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell'altro coniuge, affidati a norma di legge); i figli maggiorenni inabili al lavoro per difetto fisico o mentale; i nipoti minorenni che si trovano in stato di bisogno ed a carico dei nonni; i fratelli e le sorelle del richiedente, minori di età o maggiorenni inabili; i nipoti, figli di fratelli e sorelle minori di età o maggiorenni inabili (a condizione che non abbiano diritto alla pensione per i superstiti e che siano orfani di entrambi i genitori);

La domanda
La domanda va presentata al datore di lavoro se si è: lavoratori dipendenti che non lavorano nel campo dell’agricoltura alla sede Inps competente per residenza, se si è: lavoratori dipendenti di aziende fallite o cessate lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari lavoratori agricoli dipendenti lavoratori parasubordinati Le domande possono anche essere presentate gratuitamente tramite i Patronati oppure inviate per posta. Il pagamento Il pagamento è effettuato dall'Inps, tramite il datore di lavoro, oppure direttamente all'interessato.

L'indennità di maternità

cosa e'
E' l'indennità sostitutiva della retribuzione (pari all’80% della retribuzione media giornaliera), che viene pagata alle lavoratrici assenti dal lavoro per gravidanza o per interruzione di gravidanza dopo il 180° giorno.

A chi spetta L’indennità spetta: alle lavoratrici dipendenti, che si assentano dal lavoro nei due mesi precedenti la data presunta del parto e nei tre mesi successivi alla data della nascita del bambino alle lavoratrici autonome (coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane e commercianti) alle lavoratrici parasubordinate, iscritte alla gestione separata dei lavoratori autonomi alle lavoratrici domestiche al padre lavoratore, in alternativa alla madre lavoratrice in casi particolari (decesso o grave malattia della madre, abbandono ecc.). Le lavoratrici dipendenti possono rimanere al lavoro fino all'ottavo mese di gravidanza. Il periodo di astensione non utilizzato è recuperato dopo la nascita del bambino.

La domanda
La domanda va presentata sia agli uffici dell'INPS, sia al datore di lavoro. Il lavoratore dipendente deve presentare: una copia direttamente alla sede Inps una copia al datore di lavoro Il lavoratore autonomo (artigiani, commercianti, parasubordinati, coltivatori diretti, coloni e mezzadri) deve presentare una copia alla sede Inps. La presentazione del modello può essere effettuata gratuitamente anche tramite i Patronati o inviata per posta. Per i lavoratori dipendenti, l'indennità è pagata dal datore di lavoro, al quale viene, poi, rimborsata dall’Inps.
Per i lavoratori autonomi, il pagamento è effettuato direttamente dall'Inps. L’assegno di maternità INPS La legge prevede forme di tutela anche per le madri, cittadine italiane, comunitarie o extracomunitarie in possesso della carta di soggiorno, che non lavorino al momento del parto o dell’ingresso in famiglia del bambino.   

L’assegno dello Stato, è previsto per la madre che:
a) si sia dimessa volontariamente dal lavoro durante la gravidanza ed abbia almeno 3 mesi di contribuzione nel periodo compreso fra i 18 e i 9 mesi precedenti la nascita del bambino (o il suo inserimento in famiglia, nel caso di adozione o affidamento);
b) precedentemente abbia avuto diritto ad una prestazione dell’Inps (ad esempio per malattia o disoccupazione) per aver lavorato almeno tre mesi, purché non sia trascorso un determinato periodo di tempo, diverso a seconda dei casi (mai superiore ai nove mesi). La domanda va presentata alla sede Inps più vicina.
L’assegno concesso dai Comuni di residenza alle madri il cui reddito familiare non superi il tetto previsto dall’ISE (per il 2004 è di 29.016,13 euro, relativo ad un nucleo di tre persone). La domanda va presentata al proprio comune di residenza. Entrambe le prestazioni, non cumulabili fra loro, vanno richieste entro 6 mesi dalla nascita del figlio e vengono pagate dall’Inps tramite assegno bancario spedito al domicilio della madre. La domanda La domanda va presentata all'INPS entro sei mesi dalla nascita, dall'adozione o dall'affidamento preadottivo.

L'indennità per il congedo parentale

cosa e'
Ciascun genitore ha diritto all'astensione facoltativa entro i primi otto anni di vita del bambino ed in misura non eccedente complessivamente (tra i due coniugi) i 10 mesi. A chi spetta L’indennità per il congedo parentale spetta: alle madri lavoratrici dipendenti (escluse quelle disoccupate o sospese, quelle addette ai servizi domestici e familiari e quelle addette ai lavori a domicilio) ai padri lavoratori dipendenti al genitore solo (il quale può astenersi per un periodo continuativo o frazionato non superiore a dieci mesi) alle lavoratrici autonome (coltivatrici dirette, mezzadre, colone, imprenditrici agricole a titolo principale, artigiane e commercianti) che hanno diritto ad astenersi per tre mesi entro il primo anno di età del bambino Il padre può usufruire del congedo anche nel periodo di astensione obbligatoria o dei congedi per allattamento della madre.

L'indennità corrisposta durante i congedi parentali, è pari al 30% dello stipendio. L’indennità spetta per un periodo massimo complessivo, tra i due genitori, di sei mesi, entro il terzo anno di età del bambino. In caso di superamento dei sei mesi (e, comunque, fino all'ottavo anno di età), l'indennità si può ottenere, a determinate condizioni.

La domanda
Per i lavoratori dipendenti l'indennità è pagata dal datore di lavoro, al quale viene, poi, rimborsata dall’Inps. Per i lavoratori autonomi il pagamento è effettuato direttamente dall'Inps.

I permessi

cosa sono
Durante il primo anno di vita del bambino la madre lavoratrice dipendente ha diritto a dei riposi giornalieri. I riposi sono: di due ore al giorno se l'orario di lavoro è pari o superiore a 6 ore giornaliere di 1 ora al giorno se l'orario di lavoro è inferiore a 6 ore giornaliere I riposi giornalieri spettano al padre solo nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente (cioè nei casi di lavoratrice autonoma o libera professionista). Non hanno diritto ai permessi orari le lavoratrici domestiche, a domicilio e le lavoratrici autonome.

malattia del bambino
I genitori, alternativamente, hanno diritto ad astenersi dal lavoro durante la malattia del figlio: per non più di cinque giorni lavorativi l'anno per ciascun genitore, se il bambino ha fra i tre e gli otto anni senza limite di giorni, invece, se il bambino è al di sotto dei tre anni Per tali assenze non c’è retribuzione, ma il lavoratore ha diritto alla contribuzione figurativa fino al terzo anno di vita del bambino.
Dai tre agli otto anni ha invece diritto ad una contribuzione ridotta.
Il lavoratore assente per malattia del figlio, è tenuto a presentare un certificato rilasciato da un medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato.

la domanda
La domanda di riposi orari della madre per allattamento va presentata al datore di lavoro, quella del padre va presentata all'INPS e al datore di lavoro. L
a domanda per ottenere i giorni di congedo per malattia del bambino, deve essere presentata al datore di lavoro, con i seguenti allegati: un certificato di un medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale, che attesti la malattia una dichiarazione che attesti che l'altro genitore non sia in astensione dal lavoro per gli stessi giorni.

La disoccupazione

cosa sono
La disoccupazione ordinaria è un’indennità che spetta ai lavoratori, assicurati contro la disoccupazione, che sono stati licenziati. Non spetta ai lavoratori che si dimettono volontariamente, a meno che non si tratti di dimissioni per giusta causa (mancato pagamento della retribuzione, molestie sessuali, variazione delle mansioni ecc.).
Per ottenerla bisogna essere assicurati all’Inps da almeno due anni e avere almeno 52 contributi settimanali nel biennio precedente la data di cessazione del rapporto di lavoro. La disoccupazione ordinaria viene corrisposta per 180 giorni. Al disoccupato che ha superato i 50 anni, può essere corrisposta fino a 9 mesi. Il trattamento si interrompe quando il lavoratore: ha percepito tutte le giornate d'indennità spettanti viene avviato ad un nuovo lavoro diventa titolare di pensione diretta viene cancellato dalle liste di disoccupazione

la domanda
La domanda di indennità di disoccupazione ordinaria va presentata dopo l’iscrizione nelle liste dei disoccupati, presso il Centro per l'impiego, tramite Patronati o direttamente presso le sedi Inps competentiti per residenza, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Alla domanda devono essere allegati: la dichiarazione del datore di lavoro (mod. DS 22) compilata dall’ultimo datore di lavoro; il certificato di iscrizione nelle liste dei disoccupati la richiesta di detrazioni Irpef.

Cassa integrazione

cosa E'
E' un intervento a sostegno delle imprese in difficoltà. Garantisce al lavoratore parte della retribuzione che l’impresa non è temporaneamente in grado di assicurare. Viene corrisposta per 13 settimane, ma, in alcuni casi, può essere prorogata fino a 12 o 24 mesi. A chi spetta Spetta ai dipendenti delle aziende in genere e delle imprese industriali ed artigiane del settore edile e lapideo, esclusi gli apprendisti.

la domanda
La domanda deve essere presentata dall'azienda alla sede Inps competente per territorio entro 25 giorni dalla fine del periodo di paga e l’importo di tale sostegno rappresenta l’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate. Cassa integrazioni guadagni straordinaria

E' un intervento a sostegno delle imprese in difficoltà, che si trovano, cioè, nelle seguenti condizioni: ristrutturazione riorganizzazione conversione crisi aziendale procedure concorsuali Garantisce al lavoratore un reddito sostitutivo della retribuzione. La cassa integrazione straordinaria viene corrisposta per: 12 mesi, in caso di crisi aziendale 18 mesi, in caso di procedure esecutive concorsuali 24 mesi, in caso di riorganizzazione, ristrutturazione e riconversione azien- dale

a chi spetta
A chi spetta Ai lavoratori dipendenti di: aziende industriali (anche edili) aziende appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione e dei servizi di pulizia imprese commerciali, di spedizione e trasporto agenzie di viaggio e turismo (che occupano più di 50 dipendenti, esclusi gli apprendisti e i dipendenti con contratti di formazione e lavoro) imprese di vigilanza La domanda Deve essere presentata dal datore di lavoro all'Ufficio Provinciale del Lavoro, competente per territorio entro 25 giorni dalla fine del periodo di paga in cui è iniziata la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro.

Indirizzi utili...

CENTRI PER L'IMPIEGO IN CAMPANIA

DIREZIONI PROVINCIALI DEL LAVORO - Campania

AGENZIE INTERINALI CAMPANIA

INDIRIZZI SINDACATI CAMPANIA

CENTRI TERRITORIALI PERMANENTI CAMPANIA

PATRONATI CAMPANIA