MIRA. Un ponte verso la piena cittadinanza
MIRA Un ponte verso la piena cittadinanza per la gestione dei servizi di mediazione culturale nel territorio della Regione Campania è un progetto promosso dalla Commissione Europea, dal Ministero della Solidarietà Sociale, dalla Regione Campania e dalle Province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno.
Il Progetto è gestito dall'Associazione Temporanea di Impresa (ATI) costituita da Alisei ong, CIDIS onlus e il Consorzio di cooperative sociali GESCO.
Il progetto Mira si propone come un percorso concreto nella direzione di una cittadinanza rispettose delle differenze.
Si entra infatti a far parte della società d’accoglienza perché se ne condividono le
opportunità e le difficoltà, perché si sperimenta il progetto sociale del paese in
cui si vive, attraverso l’esperienza concreta della relazione tra lo Stato, i suoi
servizi, i suoi cittadini.
E’ questo il motivo per il quale l’accesso ai servizi e la
loro fruizione divengono espressione concreta del diritto di cittadinanza, del
senso di piena appartenenza alla società civile di accoglienza.
Essere inseriti, però, non deve significare mimetizzarsi, scomparire all’interno di
un’omologazione umiliante per la propria identità. Deve invece poter permettere
di gestire consapevolmente le due appartenenze culturali, quella del contesto di
provenienza e quella del paese di accoglienza.
Perché questo avvenga, il ponte da creare deve essere percorribile nei due sensi.
Da un lato, gli stranieri devono poter conoscere e mettere in pratica i passaggi
che regolano l’accesso ai diritti, ma anche essere consapevoli dei doveri che ne
sono il rovescio. Dall’altro, la società civile di accoglienza deve contrastare
discriminazioni e marginalità sociale ed al tempo stesso aprirsi alla ricerca di una
pratica della convivenza con le diversità.
Dinanzi a questi nuovi bisogni diventa sostanziale una politica dell’inclusione
che contribuisca tra l’altro ad affinare le tecniche di mediazione tra valori
disomogenei, spesso conflittuali, e ad attivare nuovi strumenti e soggetti che
siano in grado di avvicinare gli stranieri ai propri diritti, facendone comprendere
l’esistenza e il senso, ma soprattutto di renderli protagonisti della nuova cittadinanza.
I soggetti della mediazione
Per facilitare il processo di inclusione sociale e culturale degli stranieri, Mira ha
scelto di considerare centrale la funzione della figura “ponte” del mediatore.
Ha ritenuto infatti che proprio l’operatore di mediazione possa essere il soggetto
utile per ridurre le distanze fra le istituzioni ed i nuovi arrivati. Le ragioni sono
molteplici. Possono intanto essere un tramite fondamentale per gli immigrati,
aiutandoli a decodificare e comprendere la complessa realtà del paese di accoglienza
ed a facilitare loro l’accesso ai servizi soprattutto in quegli ambiti dove esistono
i maggiori nodi problematici e rispetto ai quali sono essenziali informazioni,
orientamenti, assistenza ai fini di un reale godimento dei diritti di cittadinanza.
Possono poi svolgere una importante azione verso gli operatori dei servizi pubblici,
non solo riducendo attraverso una loro adeguata informazione i rischi di pregiudizi
e discriminazioni, ma soprattutto supportandoli nella erogazione delle loro
prestazioni in modo più rispondente ai bisogni dei nuovi arrivati.
Possono svolgere, inoltre, in modo diffuso all’interno della società, una importante
funzione di informazione e sensibilizzazione, per aprirla al confronto culturale
nella prospettiva di una sua rapida evoluzione verso l’Interculturalità.
In altri termini, Mira ritiene che gli operatori di mediazione possano dare un
significativo contributo nel promuovere il processo di inclusione sociale e culturale
degli immigrati, nel creare le condizioni per una interazione positiva con la società
autoctona, nel ridurre pregiudizi e discriminazioni, nel promuovere sinergie
inedite in una società in profonda trasformazione.
La strategia della mediazione
Proprio perché punta ad agire a differenti livelli: dei singoli immigrati e delle
loro comunità, degli operatori dei servizi e delle istituzioni, e più generalmente
della società civile, il progetto MIRA ha scelto una strategia di intervento ad
ampio raggio che renda possibile il raggiungimento di alcuni essenziali obiettivi,
di seguito sintetizzati.
Intercettare i bisogni
Per rendere effettiva l’inclusione sociale è essenziale conoscere le necessità
specifiche della popolazione straniera, ma anche la rete dei servizi offerti sul
territorio per soddisfarle; si tratta di un lavoro continuativodegli operatori di
mediazione che deve permettere loro di organizzare sistematicamente la conoscenza
delle opportunità di accesso al sistema del welfare locale, per restituirla con
accresciuta fruibilità in modo particolare alle istituzioni ed agli operatori locali.
Peraltro, da questa conoscenza sistematizzata deve scaturire una strategia
comunicativa ad ampio raggio, che consenta attraverso una pluralità di canali
di diffonderla ovunque sia ritenuto necessario.
Orientare verso l’offerta di servizi
Per promuovere l’uso dei servizi è necessario facilitarne l’accesso creando con
un’azione di mediazione le condizioni che consentano di superare gli scogli
burocratici,e di facilitare il rapporto con gli operatori che li erogano concretamente
le prestazioni; senza sostituirsi ad essi, gli operatori di mediazione debbono
svolgere un’attività di supporto presso i Servizi Tecnici Amministrativi della
Regione, accogliendo gli stranieri, informandoli, facendosi tramite con gli
operatori addetti ed intervenendo con azioni di mediazione individualizzata,
laddove ve ne sia la necessità; anche gli italiani debbono poter usufruire del
servizio di mediazione per ricevere informazioni ed essere aiutati nell’adempiere alle complesse procedure che regolamentano le loro relazioni con gli stranieri.
Coinvolgere e rafforzare le comunità di immigrati
La condizione di marginalità nella quale vivono molti degli stranieri residenti
in Campania, sollecita la ricerca di modalità che consentano di individuare
problemi e bisogni diffusi sul territorio e che tuttavia hanno difficoltà ad emergere;
per questo l’azione di mediazione deve poter essere svolta in maniera per così
dire “itinerante”, promuovendo sul territorio incontri di informazione e di
orientamento con le comunità di immigrati, loro gruppi, leader di comunità,
soggetti di riferimento, singoli individui, con la partecipazione di istituzioni e
del privato sociale, al fine di assicurare su alcuni temi portanti una comunicazione
capillare ed efficace; in questo modo sarà anche possibile stimolare forme di
rappresentanza organizzata degli immigrati, oggi molto debole, facendo emergere
o rafforzando il ruolo dei leader di comunità, mettendoli in relazione con i
soggetti istituzionali, promuovendo veri e propri laboratori per l’elaborazione
di strategie di convivenza.
Rendere operativi tavoli di mediazione
Sempre nell’intento di rafforzare il coinvolgimento degli immigrati nel loro
percorso di inserimento,una funzione importante può essere svolta dalle cosiddette
“comunità di apprendimento”, vale a dire da tavoli misti ai quali far partecipare
singoli immigrati, loro leader, comunità od associazioni, insieme a rappresentanti
di Istituzioni, organismi pubblici, associazioni imprenditoriali e sindacali, privato
sociale, con lo scopo di favorire la reciproca conoscenza, il confronto, la presa
in conto di alcuni problemi sostanziali (legati ad esempio a taluni aspetti del
lavoro, dell’alloggio, della sanità) da punti di vista diversi e per questo suscettibili
di consentire la ricerca di soluzioni che, singolarmente, nessuno avrebbe
immaginato.
Contrastare la discriminazione
L’attività di mediazione non può limitarsi all’intervento diretto sui problemi più
acuti espressi dagli immigrati, ma deve poter favorire il superamento di eventuali
atteggiamenti discriminatori nei loro confronti (nel campo del lavoro, dell’assistenza
sanitaria, dell’alloggio, della scuola), di casi di xenofobia espressi soprattutto nei
confronti di donne e bambini immigrati; per questo è importante garantire un
sostegno attivo alle attività del Polo contro le Discriminazioni, contribuendo alla
rilevazione sistematica e ad ampio spettro di comportamenti discriminatori nei
confronti della popolazione immigrata, all’analisi dei dati emersi, alla valutazione
delle motivazioni che possono essere all’origine di determinati comportamenti.
Promuovere un’immagine positiva dell’immigrato
Per favorire “l’incontro” tra i nuovi arrivati e la popolazione “ospite”è necessario
che entrambe vogliano attraversare il ponte che collega le loro storie e culture;
ma per questo è molto importante che la popolazione campana nel suo complesso
sia correttamente informata sul fenomeno migratorio, sia sensibilizzata sulla
convivenza con le culture altre, sia spinta ad una interazione positiva con la
popolazione immigrata; in questo senso saranno essenziali Campagne di
informazione/sensibilizzazione che attraverso la stampa, le radio e le televisioni
locali contrastino la percezione dell’immigrato come presenza incombente e
pericolosa, associata alla criminalità e alla disoccupazione, per diffondere al
contrario un’immagine positiva degli immigrati.
Informare a tutto campo
Per far circolare ad ampio raggio l’informazione sul progetto, sui servizio offerti,
sulle attività messe in campo, sui risultati ottenuti o sulle difficoltà emerse e
facilitare in questo modo l’attivazione di una rete tra soggetti istituzionali e non,
è evidente l’importanza di uno strumento innovativo come la rete telematica che
in tempo reale può veicolare ai potenziali interessati ogni conoscenza resa
disponibile dall’attivazione del progetto stesso; per questo è molto importante
un sito specifico di Mira rivolto agli operatori del settore e più in generale ad
associazioni e gruppi che lavorano per e con gli immigrati, affinché insieme
possano scambiare informazioni ed opinioni sul progetto e quant’altro, attivando
così una rete di soggetti interessati a creare il massimo delle sinergie tra il progetto
stesso ed altre iniziative del territorio; il sito, al tempo stesso, dovrà essere
organizzato affinché gli operatori di mediazione possano interloquire direttamente
con gli immigrati e chiunque altro lo desideri, per informare on line su quanto
venga richiesto nel campo dell’ accoglienza, del lavoro, della salute, della casa,
dell’istruzione dei minori, dell’Interculturalità.
|