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L’iscrizione al “Servizio Sanitario Nazionale (SSN)”

La Tessera Sanitaria

E’ il documento che prova che sei iscritto al Servizio Sanitario Nazionale (SSN). In essa è riportato il tuo nome e quello del tuo medico curante. Senza questa tessera non puoi beneficiare delle prestazioni fornite dal SSN. Al cittadino immigrato, di solito, viene rilasciata una tessera che ha la stessa scadenza del permesso di soggiorno.

N.B. Se sei un rifugiato, riconosciuto ai sensi della Convenzione di Ginevra del 1951, ti viene rilasciata una tessera sanitaria con validità illimitata.

L’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) garantisce piena assistenza sanitaria a parità di condizioni con i cittadini italiani.  

1) Iscrizione obbligatoria al Servizio Sanitario Nazionale Soggetti interessati:
Stranieri titolari di permesso di soggiorno o in attesa di rinnovo per motivi di:
-lavoro subordinato
-lavoro autonomo
-motivi familiari
-asilo o richiesta asilo (ai sensi della Convenzione di Ginevra)
-motivi umanitari
-per richiesta adozione
-per richiesta affidamento

2) Iscrizione volontaria al Servizio Sanitario Nazionale
Soggetti interessati
Stranieri titolari di permesso di soggiorno per motivi di studi, lavoro stagionale, collocamento alla pari. La durata del permesso di soggiorno deve essere superiore ai tre mesi. Questi stranieri sono comunque tenuti ad assicurarsi contro il rischio di malattia, infortunio e maternità, in uno dei seguenti modi:
mediante polizza assicurativa (che si fa presso le compagnie di assicurazione) valida sul territorio nazionale con istituto assicurativo italiano o straniero (controllare che tipo di prestazioni sono previste dall’assicurazione)
mediante iscrizione al S.S.N. dietro pagamento di un contributo annuo minimo in rapporto al reddito dichiarato.
L’iscrizione è valida anche per i familiari a carico, salvo che per gli stranieri titolari di permesso di soggiorno per motivi di studio, che possono stipulare una polizza assicurativa (vedi sopra) o iscriversi volontariamente al S.S.N. previo versamento del contributo previsto, ridotto a euro 149,77 gli stranieri collocati alla pari, che possono stipulare una polizza assicurativa (vedi sopra) o iscriversi volontariamente al S.S.N. previo versamento di un contributo, ridotto a euro 219,49.

L’iscrizione al SSN dà diritto: alla scelta del medico di famiglia o del pediatra che:
garantiscono gratuitamente visite ambulatoriali e domiciliari; prescrizioni di farmaci; richieste di visite specialistiche;
certificazioni per incapacità temporanea di lavoro;
certificazioni obbligatorie per accedere agli asili nido, alle scuole materne, elementari e medie secondarie;
certificazioni per l’astensione dal lavoro del genitore per malattia del figlio; certificazione richiesta dalla scuola di idoneità allo svolgimento di attività sportive all’interno della scuola stessa;
al ricovero gratuito presso gli ospedali pubblici e convenzionati; all’assistenza farmaceutica).

Il medico di famiglia può essere sostituito in qualsiasi momento dall’ assistenza specialistica alla quale puoi accedere mediante richiesta del medico di famiglia o del pediatra, esibendo il tesserino sanitario. Inoltre per ogni visita specialistica si deve pagare il ticket.
La visita specialistica è gratuita : se sei regolarmente residente in Italia, disoccupato ed iscritto alle liste di collocamento ed hai familiari a carico; se hai un reddito familiare inferiore a 16 milioni (8.000 euro) all’anno o inferiore a 22 milioni ( 11 euro) all’anno se sei sposato con un coniuge a carico. per i bambini di età inferiore ai 6 anni; se benefici della pensione sociale ed hai familiari a carico.

Se sei straniero NON HAI UN REGOLARE PERMESSO DI SOGGIORNO in Italia hai comunque diritto:
alle cure urgenti (quando c’è pericolo di vita o di danno alla salute della persona) ed essenziali (relative a patologie non pericolose nell’immediato ma con possibilità future di danno alla salute o di rischio di vita).
alle prestazioni di medicina preventiva: tutela della gravidanza e della maternità, salute del bambino, vaccinazioni obbligatorie e consigliate.

Al momento della prima prestazione, quando ti presenti al Distretto Sanitario di base o in Ospedale, ti verrà assegnato il codice S.T.P. (Straniero Temporaneamente Presente). Questo codice dovrai portarlo, in seguito, all’Ufficio Anagrafe del Distretto Sanitario dove risiedi. In quest’ufficio riceverai la tessera S.T.P. che ha una validità di 6 mesi ed è rinnovabile. E’ molto importante ritirare la tessera perché bisogna esibirla ogni volta che si ha bisogno di una prestazione sanitaria.

ATTENZIONE: l’accesso all’assistenza sanitaria non comporta alcun tipo di segnalazione all’autorità giudiziaria.

Il CONSULTORIO FAMILIARE è un servizio socio-sanitario, presente in tutti i Comuni ed è dedicato alla donna, alla coppia, al bambino, alla famiglia. Vi si accede liberamente e offre prestazioni gratuite.

I SERVIZI OFFERTI Educazione
• Favorire corretti stili di vita
• Promuovere il benessere della salute e della persona • Gestire i comportamenti a rischio

Prevenzione
• Favorire l’accesso ai servizi
• Offrire interventi preventivi (maternità, vaccinazioni, screening dei tumori, ecc.)

Tutela della donna e della famiglia
• Assistenza sanitaria alla donna e al bambino
• Sostegno sociale e psicologico
• Percorsi di assistenza integrata e multidisciplinare

All’interno del Consultorio familiare, la donna trova informazioni e sostegno per la tutela della sua salute fisica e psichica. Si forniscono consulenze sulla:
Contraccezione attraverso:
• Colloqui informativi e di orientamento per la scelta contraccettiva
• Controlli ginecologici per l’uso corretto dei metodi contraccettivi
• Assistenza e certificazione per effettuare l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG)
• Sostegno psicologico e sociale prima e dopo l’IVG

Gravidanza mediante:
• Assistenza alla gravidanza: educazione sanitaria, controlli ostetrici, valutazione del benessere del bambino (ECO, CTG)
• Gruppi di preparazione al parto
• Sostegno psicologico e sociale
• Tutela della madre lavoratrice

Problemi di salute, consigliando interventi come:
• Screening dei tumori della donna (tumore del collo dell’utero: offerta gratuita del Pap Test a tutte le donne dall’ inizio dell’attività sessuale; tumore della mammella: offerta gratuita della mammografia a tutte le donne dai 45 anni in poi.

Problemi della coppia gestibili attraverso:
• Sostegno psicologico alla donna e/o alla coppia
• Sostegno e orientamento per le pratiche di adozione e nei rapporti con i servizi sociali dei Comuni


Con il termine “contraccezione” si indicano l’insieme di metodi in grado di evitare il rischio che la donna rimanga incinta, senza aver pianificato una gravidanza.

Perché usare un contraccettivo
Godere della sessualità in modo consapevole costituisce un vantaggio su più piani. Evitare il rischio di una gravidanza indesiderata, ma anche quello di contrarre una malattia trasmissibile per via sessuale, è, infatti, garanzia della nostra salute sia psichica che fisica. La prima importantissima riflessione va fatta proprio sulle malattie trasmissibili per via sessuale: l’uso di un metodo contraccettivo come, per esempio, il profilattico, rappresenta una valida protezione per evitare il rischio di contrarre virus dalle conseguenze (si pensi al virus HIV), a volte, mortali. Ci sono poi delle considerazioni di carattere sociale: chi sceglie un metodo contraccettivo, oltre a tutelare la propria salute, si concede anche la possibilità di vivere in maniera serena la propria vita sessuale, evitando, timori e preoccupazioni.

Come scegliere il contraccettivo più idoneo
La donna che decide di adottare un metodo contraccettivo, può recarsi al Consultorio familiare, nel Presidio sanitario della più vicina ASL. All’interno del Consultorio è possibile fissare un appuntamento con il ginecologo per avere un colloquio informativo e di orientamento per la scelta contraccettiva. Successivamente, si potrà prenotare, su consiglio dello stesso ginecologo, un controllo ginecologico per l’uso corretto del metodo contraccettivo prescelto.

I vari metodi a disposizione
I metodi contraccettivi si possono dividere in : naturali, barriera e chimici. I metodi naturali non implicano l’uso di farmaci, ma si basano sull’osservazione di alcuni cambiamenti fisiologici, che avvengono nella donna, durante le fasi cosiddette “fertili”, quando, cioè, raggiunge la fase più favorevole per la procreazione. C’è da tenere presente che rappresentano i metodi con la più alta percentuale di fallimento e l’uso è consigliato, di solito, all’interno di coppie stabili che accetterebbero serenamente una gravidanza non programmata. I metodi barriera si servono di dispositivi meccanici o comunque creati per fungere da barriera, appunto, tra l’utero e gli spermatozoi. Rappresentano anche un’efficace protezione per i rischi delle malattie sessualmente trasmissibili. I metodi chimici, infine, sono dei farmaci a base di ormoni, che inibiscono l’ovulazione femminile. La presenza degli ormoni, inoltre, agisce sulla mucosa uterina e delle tube, riducendone la funzionalità.

Scheda sui metodi contraccettivi

Cosa fare in casi d’emergenza

Nel caso in cui si è avuto un rapporto a rischio e c’è la possibilità che la donna possa rimanere incinta, si può ricorrere ad una contraccezione d’emergenza, detta anche “del giorno dopo”. Per rapporto a rischio non si intende solo il rapporto sessuale, durante il quale non è stata usata nessuna contraccezione, ma anche i rapporti in cui si sono verificati inconvenienti “tecnici” come la rottura del profilattico o l’incapacità del partner di eiaculare fuori dalla vagina. Inoltre la donna può accorgersi di aver commesso un errore nel calcolo dei giorni fertili o di avere dimenticato di assumere la pillola contraccettiva. In questi casi ci si può rivolgere al Consultorio familiare, al proprio medico di famiglia o al Pronto Soccorso ginecologico di qualsiasi Ospedale. I metodi usati per intervenire nei casi d’emergenza sono l’inserimento della spirale o la somministrazione di ormoni (pillola del giorno dopo), che hanno una percentuale di successo abbastanza alta. Nel caso in cui la donna sia incinta, questi metodi contraccettivi non possono provocare l’aborto. Per maggiori informazioni rivolgersi al consultorio familiare di riferimento.


Il Consultorio familiare fornisce informazioni e sostegno per la salute e il completo sviluppo fisico e psichico del bambino, dalla nascita all’adolescenza.
Gli interventi abbracciano 2 macro aree di azione:

La tutela della salute
• orientamento per la scelta del pediatra di base
• bilanci di salute: (la valutazione dello sviluppo fisico, psichico, relazionale, dalla nascita ai 15 anni)
• sostegno all’allattamento al seno e consigli per lo svezzamento
• diagnosi precoce di eventuali rischi nello sviluppo e consulenze specialistiche per definire il piano terapeutico/riabilitativo
• offerta di tutte le vaccinazioni obbligatorie e raccomandate, dal 1° anno di vita al 15° anno

Interventi nelle scuole
• educazione sanitaria per: favorire una corretta alimentazione, prevenire gli incidenti domestici, stradali.
• inserimento dei bambini con difficoltà o handicap con il sostegno di un équipe multidisciplinare
• collaborazione con i docenti per la definizione dei programmi educativi
• Presa in carico dei minori vittime di abbandono, maltrattamento, abuso (in collaborazione con i servizi sociali dei Comuni)


L’Interruzione Volontaria della Gravidanza (I.V.G.): In Italia è possibile ricorrere all’IVG, Se si decide di farlo ci si può avvalere della Legge dello Stato n° 194/78 che prevede la possibilità di una interruzione volontaria della gravidanza. Dopo aver valutato tutte le altre possibili soluzioni e si decide comunque di ricorrere all’aborto, ci si può rivolgere alle strutture sanitarie pubbliche.

È importante sapere, però, che l’IVG si può praticare:
• entro i primi 90 giorni di gravidanza (calcolati in base al giorno di inizio dell'ultima mestruazione);
• dopo la 13a settimana è un reato. Oltre questo termine l’interruzione volontaria di gravidanza è permessa solamente nei casi in cui:
• la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna
• siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.

Rivolgersi sempre al Consultorio familiare o ad una struttura socio-sanitaria autorizzata o al medico di famiglia se si è deciso di ricorrere ad un’interruzione volontaria di gravidanza In queste sedi un colloquio e un incontro con accertamento medico sulla gravidanza chiariranno la situazione medica nella maggiore riservatezza possibile.

Alla madre che non ha la possibilità o non vuol tenere il bambino, sia essa in possesso o meno di un regolare permesso di soggiorno, la legge italiana consente di non riconoscerlo e di lasciarlo in ospedale.
L’abbandono del bambino può avvenire sia al momento del ricovero che al momento del parto.
La donna NON DEVE DICHIARARE LE PROPRIE GENERALITA’ E NON DEVE MOSTRARE ALCUN DOCUMENTO. Il parto, cioè, può avvenire in completo ANONIMATO. Questo tipo di abbandono NON È CONSIDERATO UN REATO e non comporta, quindi, nessuna segnalazione alle autorità di polizia competenti. Si tratta, però, di una SCELTA DEFINITIVA, dalla quale non si può tornare indietro.

Cosa si deve fare al momento del parto? Si dovrà specificare all'ostetrica o al medico che assiste la donna, che non si intende riconoscere il neonato e che lo si vuole lasciare in ospedale. Il bambino sarà registrato all'anagrafe dall'ostetrica entro 10 giorni dalla nascita come "nato da donna che non consente di essere nominata". Cosa succede al bambino? I bambini lasciati in ospedale trovano una famiglia che li adotta, che si prenderà cura di loro. Di solito in tempi molto brevi. In ospedale, ai bambini abbandonati, sono assicurate tutte le cure necessarie nei primi giorni di vita. Anche a questi bambini verrà dato un nome per la denuncia di nascita, che sarà resa dal medico, dall’ostetrica o da altra persona presente al momento del parto. Successivamente, quando il bambino sarà adottato, prenderà il cognome della famiglia adottiva.
ATTENZIONE! E’ importante rivolgersi sempre agli assistenti sociali in servizio presso l'ospedale per avere consigli ed aiuto.

Indirizzi utili...

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